Letizia BATTAGLIA – Tano D’AMICO – Uliano LUCAS

LA STRADA, LA LOTTA, L’AMORE

Torre del Castello dei Vescovi di Luni

Castelnuovo Magra (13 luglio – 13 ottobre)

a cura di Archivi della Resistenza

con il patrocinio del comune di Castelnuovo Magra

Sabato 13 luglio 2019 a Castelnuovo Magra verrà inaugurata una mostra fotografica di straordinario interesse: “La strada, la lotta e l’amore” nella quale si vedranno, per la prima volta insieme, tre grandi maestri della fotografia italiana: Letizia Battaglia, Tano D’Amico e Uliano Lucas.

L’allestimento di quest’anno è dedicato a tre grandi nomi della fotografia italiana, tre dei principali fotografi italiani viventi, riconosciuti a livello internazionale, i quali con la loro opera ci raccontano anche un pezzo di storia italiana (e non solo italiana): dalla stagione della contestazione studentesca, fino ai nostri giorni, in una sorta di autobiografia della nazione, composta da chi sa guardare alla società italiana con occhi aperti, con curiosità antropologica, senza negare le contraddizioni ma sapendo anche cogliere l’umanità latente.

L’allestimento è a cura dell’associazione Archivi della Resistenza di Fosdinovo (MS), che è il gestore del vicino Museo Audiovisivo della Resistenza, anch’esso uno dei partner del progetto. Gli Archivi della Resistenza hanno pensato a questa nuova avventura dopo il grande successo delle mostre curate per il comune: Tano D’Amico “La lotta delle donne” del 2017 e “L’autre Vivian. L’altra Vivian Maier” del 2018, in collaborazione con Roberto Carlone, Caterina Cavallari e l’associazione francese “Vivian Maier et le Champsaur”.

Ai tre fotografi è stato proposto di esporre venti foto ciascuno: gli spazi angusti e insieme bellissimi della Torre non consentono un corpus superiore anche se verrà ripetuta l’esperienza delle gigantografie installate lungo le vie del borgo, come era già accaduto per la Maier, trasformando così il paese in una mostra a cielo aperto. Battaglia, D’amico e Lucas si sono affermati come tre dei principali fotoreporter italiani e il loro lavoro si configura come quello che nel gergo degli addetti ai lavori è detto un “fotografo di strada” o un “stradale”.  Questa definizione è stata spesso rivendicata da loro stessi, non tanto perché il loro lavoro si esaurisca nella necessità della cronaca, quanto perché stare “sulla strada” significa saper cogliere la società in trasformazione, essere aperti agli incontri, alle infinite possibilità di relazione che la strada ti offre. La strada è luogo vituperato e insieme idolatrato, strada come opportunità e crescita, la lolliana “strada dei sogni” degli anni d’oro della contestazione, ma  a ben vedere comprende anche tutti i riflussi successivi e ogni ritorno di fiamma prossimo e odierno deve in qualche modo essere ratificato sulla strada. E poi la strada è anche l’ultima spiaggia dei disperati, di ogni epoca e latitudine, è luogo del malaffare oltre che del conflitto sociale. Le indagini sociali  e antropologiche sul lavoro, sulla città e sull’umanità varia che l’abita, sono una parte consistente dello sterminato lavoro di Uliano Lucas, fotografo e insieme storico e teorico della fotografia; l’indagine sul cambiamento di orizzonti e di sguardi negli anni della ribellione è facilmente riconducibile alla straordinaria alchimia che amalgama poesia e impegno  civile delle foto di Tano D’Amico; il corpo a corpo di Letizia Battaglia con il mostro della Mafia, nella stagione dei morti ammazzati, dell’escalation della violenza ma anche della risposta indignata, dell’orgoglio antimafia, di chi sa rimanere impermeabile al Male. Questi tre fotografi hanno lavorato tenendo sempre come stella polare la fiducia in nuovo umanesimo, che riportasse al centro i valori di convivenza pacifica, di un’armonia da ricercare continuamente e che non può riguardare soltanto le forme dei loro capolavori chiamati “fotografie”. Perché se c’è lotta nell’amore (le contraddizioni del reale, le fratture della storia e i continui cortocircuiti dei significati) è anche vero che l’amore è in tutte le lotte vere, quelle che valga davvero la pena affrontare. E da sempre chi prefigura un mondo migliore scopre abbastanza in fretta che non si può prescindere né dal pane, né dalle rose, ovvero dalla lotta e dall’amore.

L’esposizione si inserisce nel ricco calendario di mostre, organizzate dal Comune di Castelnuovo Magra e dall’Assessorato alla Cultura, presso la Torre del Castello dei Vescovi di Luni, che, negli ultimi anni – grazie alle fortunate mostre di Erwitt, McCurry, Tano D’Amico, Mario Dondero e Bruce Chatwin, Vivian Maier e, da quest’anno, Pepi Merisio  – si è andata affermando come un importante luogo espositivo per la fotografia e non solo, al punto che anche alcuni dei principali critici fotografici nazionali iniziano a guardare a questo spazio con vivo interesse

L’allestimento sarà visitabile per tre mesi (da luglio a metà ottobre 2019) e sarà supportato da varie iniziative: incontri, film, workshop, un convegno, con la presenza dei tre grandi autori distribuiti durante i tre mesi e di alcuni importanti esponenti del mondo della fotografia, ad esempio è previsto il ritorno del giornalista di «Repubblica» Michele Smargiassi, che è anche l’autore del testo introduttivo al catalogo della mostra, curato da Archivi della Resistenza e  pubblicato da ETS di Pisa. 

L’orario di apertura della mostra è il seguente: nei mesi di luglio e agosto, da martedì a domenica 10-12:30 e 17-23; invece a settembre e a ottobre sarà aperta solo il sabato e la domenica 10-12:30 e 15.30-19.30. Il biglietto d’ingresso intero costa 7,00 e quello ridotto 5,00. Per informazioni e contatti chiamare 0187.693832 – 0187.693837 oppure scrivere a turismo@comune.castelnuovomagra.sp.it

 

Biografie in breve degli autori 

 

Uliano Lucas, nato a Milano nel 1942, è un freelancer che ha documentato cinquant’anni di mutamenti sociali, politici e culturali. Ha realizzato reportage sulla contestazione studentesca; sull’Africa, seguendo la decolonizzazione e le guerre di liberazione; sulla vita degli emigranti in Europa, sulla guerra in Occidente (Sarajevo), sul mondo del lavoro, sui cambiamenti nel costume e nel tessuto territoriale e sociale. Ha affiancato all’attività di reporter quella di studioso del sistema dell’informazione, nel 2015 ha scritto, con Tatiana Agliani, una storia del fotogiornalismo italiano.

 

Tano D’Amico, nato nell’isola di Filicudi nel 1942, si trasferisce e studia a Milano e diventa romano d’adozione. È giornalista professionista, fotoreporter e ha partecipato alla fondazione del giornale «Lotta Continua». Dagli anni Sessanta non ha mai smesso di raccontare le manifestazioni di piazza. Ha realizzato reportage su carceri, manicomio, conflitti internazionali (Irlanda, Palestina, la Spagna franchista, il Portogallo della rivoluzione dei garofani, Somalia e Bosnia), migranti, rom. Da sempre ha una particolare attenzione verso le minoranze etniche e politiche, ad esempio, il movimento femminista.

 

Letizia Battaglia, nata a Palermo nel 1935, è una fotoreporter che gode di numerosi riconoscimenti internazionali: è stata la prima donna europea a ricevere il Premio Eugene Smith. Le sue foto più famose sono quelle scattate per il giornale «L’Ora» di Palermo, con le quali ha documentato e denunciato le guerre di mafia degli anni Settanta e Ottanta. Le sue immagini riguardano però un più ampio ventaglio di temi, inerenti la vita siciliana e palermitana: le tradizioni, la vita quotidiana, le feste e i lutti, i volti del potere e gli sguardi pieni di speranza dei bambini e delle donne, in una città dalle mille contraddizioni.